CASE STUDY – Come far fatturare quasi € 200K a un’azienda in soli 3 mesi

È possibile far fatturare € 193.950 a un’azienda in soli 3 mesi, avendo a disposizione poco meno di € 3.000 di budget pubblicitario?

Tutto è iniziato con un test

Inizialmente doveva essere solo un test: alcuni mesi di prova per valutare quali benefici potesse portare una strategia di digital marketing a un’attività già molto ben avviata.

Con Mirai Bay ci eravamo appena occupati del rifacimento del sito per una società che che organizza camp estivi rivolti a bambini e ragazzi. 

Il risultato è piaciuto così tanto, che alla fine la società ha deciso di affidarci anche le loro campagne di advertising online.

Il sito era pensato totalmente per fare lead generation, cioè acquisizione di contatti profilati, e per condurre i potenziali prospect all’iscrizione finale. 

Utilizzando solo questa strategia abbiamo acquisito, a costo 0, oltre 1.000 contatti in solo 2 mesi.

Lo step successivo è stato lanciare una campagna ‘rete di ricerca’ su Google Ads e una social tramite Facebook Ads, portando al risultato incredibile che hai letto all’inizio di questo articolo.

Come si realizza una campagna profittevole

Ma cosa, nello specifico, ci ha consentito di ottenere questi importanti risultati?

Siamo partiti, come già anticipato, dal rifacimento del sito ufficiale del cliente, a cui è seguita una fase di ottimizzazione. 

Abbiamo installato diversi strumenti di tracciamento (nello specifico, Hotjar e Google Analytics) che ci hanno consentito di osservare il comportamento degli utenti durante la navigazione sul sito. 

Dopodiché, utilizzando un approccio ispirato al growth hacking (ovvero una sperimentazione molto rapida che consente di arrivare a una strategia che ottimizzi costi massimizzando i risultati) abbiamo condotto una serie di test A/B, tramite l’ausilio di Google Optimize, su diverse variabili: colori, sezioni specifiche del sito, pulsanti di call-to-action, immagini, titoli e paragrafi. 

Questo ci ha permesso di scoprire quali call-to-action, pagine, sezioni, insomma quali elementi performavano meglio, quale era la loro posizione ideale all’interno del sito, qual era il colore che attirava di più l’attenzione degli utenti e portava, quindi, il maggior risultato in termini di click e conversioni.

In seguito abbiamo installato il widget di ManyChat, un’azienda specializzata nella creazione di chatbot per Facebook Messenger, per permettere agli utenti di contattare in tempo reale gli uffici del nostro cliente e poter chiedere tutte le informazioni di cui avevano bisogno.

Se non sai cosa sia un chatbot o li conosci e vorresti approfondire l’argomento, ti invitiamo a consultare la nostra guida tecnica sul tema.

L’importanza dell’analisi

Ottimizzato il sito e avviato il flusso su Messenger mediante il chatbot, abbiamo proceduto con un’attenta analisi della rete e dei comportamenti degli utenti, nello specifico dei modi con cui cercavano i prodotti del nostro cliente in ambito ‘Search’. 

Il nostro obiettivo era quello di scoprire quali erano i termini di ricerca che utilizzavano maggiormente e quale era il profilo degli utenti che erano interessati ai prodotti in questione.

Dopo aver completato l’analisi, sempre necessaria prima di passare a qualsiasi parte operativa, abbiamo finalmente creato le campagne di advertising cercando di avere massima coerenza tra titoli, descrizione degli annunci, keyword e gruppi di annunci, per consentire di aumentare il Quality Score, cioè il punteggio che Google dà al tuo annuncio valutando parole chiave e pagine di destinazione.

Questo punteggio, da 1 a 10, tiene conto della percentuale di clic, della pertinenza dell’annuncio e della user experience dell’utente sulla pagina di destinazione.
In poche parole: più la qualità del tuo annuncio è elevata, più diminuisce il costo per risultato delle tue campagne e il tuo annuncio può ottenere migliori posizioni.

Successivamente abbiamo svolto test su altri elementi, ovvero il testo e le descrizioni degli annunci.

Ti stai chiedendo per quale ragione?

Te lo dico subito: per scoprire quale era l’approccio giusto da utilizzare per massimizzare il numero di click e conversioni, con una conseguente minimizzazione dei costi.

Abbiamo creato diverse estensioni dell’annuncio (nello specifico, Sitelink) per consentire agli utenti di trovare le informazioni che stavano cercando con più facilità e soprattutto per rendere maggiormente rilevante il nostro annuncio rispetto a quello dei principali competitor.

Abbiamo quindi aggiunto delle estensioni di call out (cioè i vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza) per mettere in evidenza le principali caratteristiche distintive del cliente.

L’elemento che fa davvero la differenza

Cosa ci ha permesso davvero di fare la differenza in termini di costi per conversione?

La risposta in questo caso è semplice: i ‘termini di ricerca’.

Abbiamo lavorato su questa sezione, aspetto che ci ha permesso di individuare quelle keyword che erano fuori target e che ci portavano dei click da parte di utenti che non erano realmente interessati ai prodotti del nostro cliente.

In altre parole: abbiamo provato a pensare quello che penserebbe (e di conseguenza, scriverebbe) un nostro potenziale cliente nella barra di ricerca di Google.

Mettendoci nei suoi panni, abbiamo escluso tutte le keyword che ci avrebbero portato traffico ‘sporco’ (ovvero da parte di utenti non in linea col nostro target), andando a risparmiare budget, così da averne di più da spendere sul pubblico qualificato e davvero interessato.

Inoltre, l’utilizzo dei termini di ricerca ci ha permesso di scoprire altre parole che gli utenti utilizzavano per ricercare i camp. Le abbiamo quindi aggiunte come keyword ai relativi gruppi di annunci. 

Grazie a questa costante analisi, ancora oggi, riusciamo a ottimizzare continuamente le campagne raggiungendo solo ed esclusivamente gli utenti giusti, al momento giusto, proprio nel momento in cui sono pronti ad acquistare i prodotti del nostro cliente.

Tirando le somme posso affermare con certezza che la coerenza tra topic generale di ogni gruppo di annunci, keyword, titoli e descrizioni degli annunci è stata la chiave che ha contribuito all’abbassamento dei costi per risultato.

Questo ci ha portato, come ti dicevo, a fatturare in poco meno di 3 mesi, € 193.950 utilizzando un budget complessivo in advertising di meno di € 3.000.

E il cliente?

A questo punto ti chiederai come ha reagito il cliente di fronte al risultato che gli abbiamo portato.

Sei curioso?

Immagino di sì. Te lo riassumo in una frase.

Dopo questa iniziale prova di 3 mesi ha firmato un contratto per i prossimi 3 anni!

Non male, no? 😉

Bene, siamo giunti alla fine di questa guida tecnica con cui ti ho mostrato che combinando analisi, strategia, continue sperimentazioni e una buona dose di immedesimazione nei panni del potenziale cliente, si possono raggiungere risultati straordinari.

E senza necessariamente investire budget esosi.

Hai domande sull’articolo o su Google Ads? Lascia pure un commento qua sotto oppure prenota la tua consulenza cliccando qui.

Ti piacerebbe metterti alla prova in un team che raggiunge questi risultati? Candidati attraverso il nostro form e in bocca al lupo 😉

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A presto,

Vito

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