Digitalizzazione a regola d’arte: musei 3.0 con NeoWise VR

Il processo di digitalizzazione è come l’oro nelle opere di Klimt: avvolge ogni cosa. Non c’è settore che possa sottrarsi alla sua forza dirompente, e i vantaggi che puoi trarne per la tua attività sono numerosi. Aggiungi alla tavolozza delle tue competenze un po’ di pensiero creativo, e il gioco è fatto.

La trasformazione digitale ha investito anche l’ambito artistico e museale. Alcune realtà hanno scelto di innovarsi, sfruttando tutte le possibilità che offre il web 3.0.

Un esempio? NeoWise VR, un collettivo che aiuta i musei a raggiungere un’audience più vasta e internazionale.

NeoWise si occupa della creazione di realtà aumentate, VR, mapping con MatterPort, blockchain, NFT per il marketing, la cultura e l’educazione: “Da un pezzo di marmo ai nuovi orizzonti della tecnologia, vogliamo produrre lavori incredibili che lascino senza parole le persone in tutto il mondo”.

Arte e digitalizzazione: intervista a Matteo Roncaglio

Abbiamo avuto il piacere di confrontarci con Matteo Roncaglio, CTO e “Business Developer” di NeoWise VR. A lui spetta trovare le migliori soluzioni in cui NeoWise può operare e prosperare, con una crescita solida e veloce.

“La cosa che mi piace della mia mansione – racconta Matteo – è il fatto che non ci siano risposte già date, soprattutto considerando l’ambiente fortemente innovativo. Il mio lavoro è di natura tecnica, ma presuppone una grande dose di fantasia”.

Perché NeoWise VR ha scelto di implementare il web 3.0? 

“Il futuro presuppone una crescente ‘astrazione’ da sempre. Il web 3.0 permette proprio un passo successivo nell’astrazione che l’utente fa della propria attività sia su internet che nella vita. Noi come NeoWise nasciamo proprio per permettere agli utenti di visitare i musei in giro
per il mondo … seppur in forma digitale”.

“La digitalizzazione museale – ci spiega Matteo – sarà un gigantesco trend nel futuro. Il nostro compito è anche soffiare un po’ sulla vela in modo da poter sviluppare progetti belli, grandi e che diventino interessanti per il maggior numero possibile di utenti”.

“Considerate che, ad oggi, il nostro Paese può accogliere solo turisti da paesi ricchi. Questo rende tutto il nostro patrimonio artistico elitario per natura. Implementando le nuove tecnologie possiamo rendere la nostra arte e il nostro retaggio culturale disponibile per tutti, in modo che possa influenzarne le idee e il modo di vedere e di costruire il futuro”.

La gestione dell’implementazione è tutta interna: “Abbiamo la fortuna di aver formato un team molto affiatato e con una molteplicità di professionalità diverse (sia in campo tech che in campo artistico),  e sviluppiamo insieme le nuove tecnologie e soluzioni da proporre ai clienti. Questo ci permette in primo luogo di non sviluppare tecnologie ‘inutili’ e che non avrebbero poi un’applicazione reale, ma soprattutto di massimizzare l’utilità di questo cross di competenze differenti”.

Musei con guida: storie di successo

Il punto di forza di NeoWise è la digitalizzazione dei musei con guida: “Offriamo un’esperienza di visita al museo tramite realtà virtuale (ad esempio, gli Oculus di Meta) o tramite smartphone o integrazioni browser”.

“Abbiamo già digitalizzato il Museo di Santa Giulia a Brescia, che ospitava la mostra di Badiucao, un artista dissidente cinese molto famoso su Twitter. Siamo stati molto contenti del risultato, e fortunatamente ha fatto scaturire altri contratti per nuovi musei”.

“Il gioco è mantenere alta la qualità e la professionalità, in modo da poter seguire più musei nella loro opera di digitalizzazione”.

Verso l’innovazione e oltre: le tappe future della digitalizzazione

“I prossimi passi – ci spiega Matteo – saranno delle integrazioni con Unreal Engine e BluePrint, in modo da rendere l’esperienza meno guidata e più autonoma per l’utente finale. Chiaramente, cambieranno i tempi e i costi di sviluppo, ma questo renderà il progetto molto più solido, offrendo anche uno scaglione più sofisticato e tecnologicamente avanzato al servizio che offriamo”.

“Un’altra cosa che ci piacerebbe fare è la valorizzazione di alcuni siti magari troppo piccoli o underrated, per poter ricevere traffico organico tramite la partecipazione di artisti internazionali, come cantanti e dj, in luoghi artisticamente validi. Questo sfruttando sempre le riprese in 3D sia fisse che con droni”.

“Insomma: abbiamo moltissima carne al fuoco, e siamo contenti di aver già ricevuto un buon numero di curriculum per coprire anche delle professionalità che ci mancavano”.

Qual è il sogno nel cassetto di Matteo?

“Uno dei miei sogni sarebbe quello di lavorare con il British Museum o con città come Firenze, Roma o Venezia alla loro digitalizzazione. Speriamo di farlo presto!”

Il futuro è la somma degli oggi: perché investire nel web 3.0

In conclusione, perché Matteo consiglia di implementare il 3.0?

“Fin dall’invenzione del fuoco e della ruota, l’uomo ha avuto la necessità di inventare e di innovare. Lo ha fatto per comodità? In parte sì. Ma in parte l’ha fatto per una vera e propria spinta verso l’innovazione fine a se stessa”.

“Le aziende, soprattutto italiane, dovrebbero cercare di recuperare l’entusiasmo verso l’innovazione in modo da non essere il fanalino di coda del mondo Occidentale. Abbiamo dato i natali a santi, artisti, navigatori ed eroi: non ci sono motivi per non impegnarci allo stesso modo per partorire ingegneri, developer, data analyst e tecnici di ogni tipo”.

“Per l’appunto: il futuro è basato su quello che noi decidiamo di fare oggi. Dobbiamo solo decidere di fare…e di fare BENE!

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