MIRAI DIARIES – Happy Birthday Mirai

Ci eravamo lasciati con l’ultimo episodio dei Mirai Diaries ambientato in Puglia. 

Era luglio, faceva caldo, ancora non ti chiedevano il passaporto per andare in Gran Bretagna e, soprattutto, pensavamo che il peggio fosse passato.

Invece no. Nel mezzo, altri mesi di lockdown, sacrifici, visite in ufficio con il contagocce ma, come sempre, tanto impegno da parte di tutti.

Mirai Diaries torna quasi come una luce in fondo al tunnel, quando gran parte d’Italia è in zona gialla. Però, questa volta, niente pronostici!

E se qualcosa oggi sembra muoversi, all’interno di Mirai le cose sono state tutt’altro che statiche. Il gruppo, negli ultimi mesi, si è allargato. Ho perso il conto! 

Dite a Lorenzo, il CEO, che di questo passo servirà cambiare ufficio, se si ritornerà a lavorare tutti insieme.

Già, a proposito, quando si ritornerà a lavorare tutti insieme? A Mirai ormai ci siamo abituati a lavorare in smart working, con tutti i benefici che ne conseguono. In primis, evitare la Tangenziale Est alle 8:30. 

E poi, una cosa che si è potuta notare dalle varie videochiamate, è come ognuno si sia organizzato al meglio per lavorare da casa. 

Chiedete a Vito e al suo setup con tanto di microfono da sala prove super professional, pronto al 100% per X-Factor. Ma noi lo sappiamo che è tutta una mossa per fare la voce ASMR con i clienti, o sedurre i suoi compagni di team. 

Nel frattempo siamo riusciti a celebrare anche i Mirai Days, i celeberrimi giochi dove alcuni team si sfidano nella realizzazione di un progetto. Gli obiettivi sarebbero l’inclusione e il team building, ma la realtà è che ogni anno ci si scanna letteralmente per vincere. Sono giorni tesi, dove occorre essere sempre allerta e guardarsi bene le spalle. 

Sull’edizione di quest’anno, tra l’altro, aleggia un grosso alone di mistero. Il fascicolo “Mirai Days Scommesse” è stato depositato in questura. L’indiziato principale? Un sistema di voto per il progetto vincente poco trasparente e corruttibile. Giustizia e chiarezza sarà fatta.

Per non parlare (o ascoltare?) degli appuntamenti fissi su Clubhouse. Ci piace raccontare la nostra esperienza e conoscere nuovi professionisti con i quali confrontarci, perciò let’s talk!

Per chiudere al meglio questo nuovo episodio lasciamo perdere queste strane pagine di storia d’ufficio in pandemia e concentriamoci, tuttavia, su una news che ci fa molto felici: in questi giorni Mirai ha compiuto 3 anni!

Bando alle ciance e soprattutto alle righe strappalacrime (no, non mi vengono proprio bene): Happy Birthday!

Al prossimo episodio, dunque. 

Anzi, forse.

Dopo che lo scrissi l’ultima volta siamo finiti in lockdown.

A presto,

Andrea

 

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