MIRAI DIARIES – Vieni (a lavorare) in Puglia, Puglia Puglia…

mirai diaries puglia

Mettici un bel po’ di smart working, mettici un po’ di ospitalità pugliese, mettici una macchinata da 13 ore… ed ecco servita una tipica settimana di luglio in pieno stile Mirai Bay! 

Segue breve guida al lavoro da remoto con tutto il team.

Quando anche quest’anno nel canale Slack di Mirai Bay è stato proposto di fare una settimana di lavoro in Puglia, a casa di uno dei membri del team, in pochi hanno esitato a confermare la loro presenza. 

D’altronde l’occasione era ghiotta: sette giorni a Carovigno, con il mare a un tiro di schioppo, Ostuni a pochi minuti d’auto e Polignano dietro l’angolo… non capita spesso.

Se poi la compagnia è quella giusta, allora sì che vuoi partecipare alla classica settimana estiva di smart working (ma non ne avevamo abbastanza dello “smart worki’”?) di Casa Mirai!

Una macchinata da Latina, un’altra mista con provenienza Lodi, Crema e Milano, due aerei da Malpensa e un’ultima auto partita proprio dalla parte opposta del tacco d’Italia. Non sappiamo ancora bene come, ma ce l’abbiamo fatta!

Così, da ogni dove, la truppa si è raccolta in un piccolo e tranquillo lembo di terra circondato dagli ulivi. 

C’è sicuramente un grande aspetto positivo nel decentrarsi in Puglia per lavorare: se arrivi il venerdì sera hai un weekend pianificato in spiaggia tra racchettoni, aperitivo, scottatura assicurata e nuotate, neanche fossimo tutti Federica Pellegrini. 

Ma c’è dell’altro. Infatti, quando dopo le 18 si chiudono i PC e il tuo collega propone birra con Campari, il team building è sicuramente di quelli vincenti!

Scherzi a parte, ma neanche troppo, abbandonare l’ufficio per qualche giorno per adattarsi a nuovi spazi di lavoro (spesso improvvisati), non può che portare benefici a tutti quanti.
Il fatto di non trovarsi tra le mura che associamo al posto di lavoro quotidiano comporta un notevole rilassamento mentale inconscio. 

Se poi la pausa prevede un tuffo in piscina o “ammare”… non vedi l’ora che arrivi quella dopo! Aggiungici anche un pranzo con il pescato del giorno e una cena a base di prodotti tipici, non è forse il paradiso?

Potrebbe gravemente nuocere alla forma fisica. Contattare un dietologo e un personal trainer nei giorni successivi.

Il nostro motto ogni anno a luglio (e non solo)? Uscire dagli schemi e dalla monotonia dei gesti che compiamo ogni giorno per ottenere dei vantaggi immediati. Gira voce che Google abbia preso spunto dal nostro modo di pensare e lavorare…

Prepararsi, prendere l’auto o il treno, mettersi in coda, annaspare tra i pendolari, pausa pranzo sempre nello stesso posto: tutti rituali messi da parte per mitigare lo spirito con una nuova routine tutta da scoprire.

Consigliabile, poi, tenere conto delle ore piccole se non si è abituati. Perché se la sera si fa team building, di mattina la sveglia è quella di sempre. 

La giornata tipo di #MiraionTour in Puglia è stata più o meno questa: 

Ore 9:00 ritrovo e check delle mail

Ore 9:05 caffè bevuti: 23, in 5

Ore 10:30 i PC sono già surriscaldati e arriva il primo giro di pasticciotti

Ore 10:34 sono finiti i pasticciotti

Ore 11:30 secondo giro di pasticciotti 

Ore 11:45 tuffo in piscina, non la cosa più saggia dopo due giri di dolci ipercalorici

Ore 12:00 si sceglie la location per il pranzo

Ore 12:05 “Mi raccomando leggeri raga, che già ieri abbiamo esagerato.”

Ore 13.15 dopo un quarto d’ora la squadra è riuscita a riunirsi per andare a pranzo

Ore 13:30 “Ci porta un giro di antipasti, un primo e per il dolce facciamo dopo, ok?”

Ore 14:30 si contano i caduti del pranzo

Ore 15:00 i PC tornano a far girare le ventole

Ore 18:00 con ancora il PC in braccio, AirPods nelle orecchie, un podcast che va e il telefono in mano, non ne vuoi più sapere nulla e ti lanci in piscina

Ore 18:01 non hai più un lavoro

Ore 18:30 “6 birre camparate! Sì allora praticamente faccia una media chiara e poi ci metta dentro una goccia di Campari, è una cosa che facciamo su a Brescia”. Inutile raccontare come ci ha guardati il barman pugliese.

Ore 19:30 “Starà performando la campagna?”. Tornano a girare le ventole del PC, nel frattempo qualcuno si doccia, qualcuno legge, qualcuno è ancora al telefono e ci si approccia lentamente alla cena.

Ore 22:00 forse si riesce a uscire per mangiare

Ore 23:30 “Ci porta un giro di antipasti, un primo e per il dolce facciamo dopo, ok?”

Ore 00:30 e che non lo bevi un po’ di Amaro del Capo in giardino, sotto le stelle, al fresco?

Dalle ore 00:30 alle ore X si va a dormire secondo le proprie esigenze di sonno e ore da recuperare dalla notte precedente.

Insomma, questa è una giornata (la nostra) di lavoro fuori porta. Raccontata in modo scherzoso e goliardico, ma con una grande verità di fondo: non sottovalutare mai l’importanza dello spirito di gruppo fuori e dentro l’ufficio

Uscire dagli schemi significa superare rigidità mentali per vivere flessibili e in armonia.

Vuoi provare anche tu una settimana di lavoro che non sia in ufficio con i tuoi colleghi?

Le regole fondamentali sono poche e semplici:

  1. Trovare la giusta location, preferibilmente lontano dall’afa.
  2. Assicurarsi una connessione stabile, delle postazioni di lavoro comode, per i più viziati, e delle amache o sdraio, per i veri selvaggi del lavoro da remoto.
  3. Predisporre un angolo “call”, perché saremo anche al mare in infradito, ma sulle chiamate di lavoro non si transige: confortevoli e a proprio agio, ma con eleganza.
  4. Fare tesoro di ogni momento passato insieme tra dati da analizzare e piogge di cibo del posto.

A presto,

Andrea

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